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San Leonardo

Anno di fondazione:1724                                                   
Ettari coltivati a vite:30ha
Produzione Bottiglie Anno
Vini principali: Vigneti delle Dolomiti IGT
Uve: 100% di proprietà
Filosofia: Approccio Biologico
Indirizzo:Località San Leonardo – 38060 Borghetto A/Adige – Avio (TN)
Regione:  Trentino Alto Adige

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L’antico cognome della famiglia – e parliamo di prima del 1400 – era Terzi, mutato poi in Guerrieri allorché nel 1445 uno dei suoi membri, Niccolò figlio di Ottobono, ebbe un ruolo di primo piano nella conquista della marchigiana rocca di Fermo. Per questa impresa e per il valore dimostrato anche in precedenti battaglie fu detto il “Guerriero”, da cui il nome della sua stirpe e un riferimento preciso nel motto di famiglia, che recita “Belli ac Pacis Amator” (Amante della Guerra e della Pace). Nello stesso anno Niccolò andò ad offrire i suoi servigi alla corte mantovana dei Gonzaga e lo stesso fece il figlio Ludovico al quale in segno di riconoscenza il Marchese Francesco concesse nel 1506 il diritto di aggiungere al proprio, il nome e lo stemma Gonzaga nonché il titolo di Marchese.
Per la stabile presenza della famiglia Guerrieri Gonzaga in Trentino si deve attendere il 1894 quando il Marchese Tullo, nonno di Carlo Guerrieri Gonzaga, sposò Gemma de Gresti, alla cui famiglia apparteneva da quasi due secoli la Tenuta San Leonardo.

Fu loro figlio Anselmo a guardare alla proprietà con nuovo spirito imprenditoriale, a limitare le varie culture e soprattutto la produzione del latte per valorizzare le potenzialità viticole dell’azienda dove erano già presenti varietà di matrice internazionale come testimoniamo le antiche etichette dell’800 che riportano nomi come Borgogna, Rulander, Chablis, Riesling. Vini che rifornivano la corte imperiale d’Austria alla prima metà dell’Ottocento.
Dobbiamo aspettare però Carlo Guerrieri Gonzaga per incontrare il primo vero “tecnico” della famiglia, la sua formazione fu dettata non solo dalla prospettiva di gestire in prima persona il patrimonio agricolo familiare ma soprattutto da una viva curiosità per i grandi vini, Bordeaux in primis. Da questo nasce la sua decisione di studiare enologia a Losanna e approfondire le conoscenze con viaggi di studio in Francia ed in Toscana.

Il mestiere di vignaiolo, in altre parole, è stato vissuto da Carlo Guerrieri Gonzaga con un respiro di spessore internazionale che d’altra parte è la cifra della sua famiglia.
Alla Tenuta San Leonardo da quasi cinquant’anni Carlo Guerrieri Gonzaga dedica la quasi totalità delle sue attenzioni e del suo tempo, nulla sfugge alla sua garbata supervisione, si tratti della cura dei vigneti o delle varie fasi di vendemmia, delle pratiche di cantina come dei contatti con il mondo che dei suoi vini è amico e cliente. Da ormai vari anni anche il figlio Anselmo è impegnato a tempo pieno in azienda e come il padre è innamorato di questa terra trentina, dei suoi orizzonti, dei suoi profumi, anche se spesso deve allontanarsene per far conoscere in contrade lontane i vini della Tenuta.

All’interno delle antiche mura della Tenuta si coltivano da sempre vitigni internazionali. Le varietà sono il Cabernet Sauvignon, il Carmenère, il Merlot, il Cabernet Franc e il Petit Verdot. Nel nord della nostra regione invece coltivano il Sauvignon Blanc ed il Riesling.


l famoso Carmenère di San Leonardo fu introdotto nella Tenuta alla fine dell’800.
Il vitigno si ambientò perfettamente ma fu erroneamente chiamato Cabernet Franc come in altre zone d’Italia. Per molti anni se ne erano perse le tracce. Fu identificato negli anni 80 grazie all’aiuto del Professor Scienza. Oggi grazie a selezioni massali continuano a preservare questo vitigno che dona una grande identità a tutti i vini rossi.


La superficie vitata della tenuta ricopre in tutto 30 ettari: ad un’altitudine attorno ai 150 metri s.l.m. Su terreni ricchi di ciottoli, che furono il letto di una diramazione dell’Adige, sono state impiantate le vigne del Merlot mentre è prevalentemente un suolo sabbioso quello che tra i 150 ed i 200 metri s.l.m. accoglie Cabernet Sauvignon e le antiche vigne di Carmenère.
Tutti terreni a bassa fertilità e ben drenati da cui nascono uve che una volta divenute vino garantiscono una quantità di antociani davvero inusuale, e non solo per il Trentino.

Talmente inusuale da fare di queste terre un tempo chiamate Campi Sarni una enclave del tutto unica che meriterebbe una propria identità ufficialmente riconosciuta.
La vite nei Campi Sarni era presente fin dal 900 dopo Cristo ma tutto cambia ed oggi la viticoltura nella Tenuta San Leonardo prevede filari con vari orientamenti che seguono le pendenze, per sfruttare al massimo la luminosità solare.
Le densità variano a seconda del periodo di impianto e del tipo di allevamento: 6.600 ceppi ad ettaro per i vigneti a filare, quindi quelli a guyot e a cordone speronato con una produzione al massimo di 60 quintali per ettaro e 1.750 per la pergola doppia trentina riservata anche al Carmenère, che per dare uve importanti richiede potature severe che limitano la produzione a non più di 90 quintali per ettaro.

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